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Villa Baroni propone la serata degustazione “I Sapori del Lago”

per la cena di giovedi' 29 marzo 2018

collaborando per l’occasione con le cantine Terenzi Viticoltori in Scansano, Rosa del Golfo Salento, la storica Enoteca Bottazzi di Besozzo e con i formaggi caprini del Caseificio di Paglia di Brusnago - Azzio.

 

Antipasto

abbinato a Brut Rosè Negramaro e Chardonnay- Rosa del Golfo

Crescenza alla menta con missoltino agone del lago di Como e crostone polenta

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Primo Piatto

abbinato a Morellino di Scansano DOCG - Terenzi

Gnocchetti di ricotta con trota affumicata e zucchine in fiore

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Secondo Piatto

abbinato a Montedonico Viogner di Maremma Toscanna DOC- Terenzi                             

Filetto di lavarello con caciotta e punte di asparagi

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Dessert

abbinato a Moscato rosà Vigneti delle Dolomiti IGT -Istituto Agrario S. Michele

Caprini al ginseng meringhe e marroncini agrimontana

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Caffè, Grappe e dolci coccole



Il Missoltino del Lago di Como

 Plinio il Giovane, abitando sulle rive del lago di Como, era solito osservare alcuni pescatori che essiccavano piccoli pesci. Incuriosito, descrisse questa pratica nelle sue Epistole lasciando così la più antica testimonianza sul missoltino. Dai tempi di Plinio a oggi, la tecnica si è affinata fino a cambiare completamente nel corso degli ultimi secoli; cono l’arrivo del turismo dal Nord Europa è stata introdotta una metodologia di essiccazione e conservazione del pesce simile a quella dei paesi scandinavi. L’agone è considerato il miglior pesce per questa pratica: dalle dimensioni medio-piccole, è ricchissimo di grassi naturali e di omega 3 che lo conservano a lungo, una volta salato ed essiccato. La lavorazione è lunga: squamati ed eviscerati, i pesci sono posti sotto sale per due-tre giorni, quindi, una volta che il sale è stato assorbito, sono lavati accuratamente e appesi ad asciugare al sole per una decina di giorni, fino a quando il pescatore non noterà una colorazione rossastra delle carni, segno che il grasso è al giusto stadio e il pesce può affrontare un lungo periodo di conservazione. I pesci (ma soprattutto le teste) sono poi schiacciati e adagiati in appositi contenitori metallici, le tolle (originariamente barili in legno chiamati missolte, da cui il nome missoltino). Infine sono posti a strati alterni intervallati con foglie di alloro. Una volta riempita la tolla, con un torchio si effettua una lenta pressatura dei pesci. Dopo poche settimane, i missoltini sono pronti per il consumo ma sono conservati anche per alcuni mesi in questo modo.